pallone_calcioA pochi mesi dalla definitiva condanna dei tennisti toscani Daniele Bracciali e Potito Storace, la regione Toscana vara due provvedimenti per porre un freno al fenomeno del gioco d’azzardo e degli illeciti ad esso connessi

I numeri del gioco d’azzardo
e delle scommesse sportive in Toscana hanno raggiunto livelli allarmanti: la spesa pro-capite media si aggira intorno ai 1304 euro, per un giro di affari complessivo di 4,8 milioni di euro. Nella provincia di Prato si registrano i tassi più alti, con una spesa media pro-capite di 2948, mentre nel comune di Montecatini Terme si registra il picco più alto, con spese dedicate alle scommesse e ai giochi di circa 6067 euro pro-capite.

Si tratta di cifre allarmanti soprattutto se si considera che ai pericoli derivanti dalle scommesse sportive e dal gioco d’azzardo (dipendenza patologica e perdite di denaro anche cospicue) se ne aggiunge in particolare uno, quello del match-fixing, ovvero del falsamento delle partite per favorire questo o quello investimento. Questo non riguarda solo il calcio ma anche altri sport come il basket secondo quanto riportato su L’Insider.

Il problema del match-fixing

Se i match-fixing sono più rari negli sport e nei campionati ove il circolo di denaro è ingente (falsare partite di campionato serie A, per quanto sia già accaduto, richiede investimenti ingenti di cui pochi possono disporre), tuttavia in campionati secondari o in sport ancora considerati minori (basket, pallavolo, tennis, che, pur non essendo sport minori, non sono coinvolti in Europa in giri di affari e flussi di capitali paragonabili a quelli del calcio), il match-fixing diviene un problema reale soprattutto se vengono presi di mira dalle agenzie di scommesse sportive.

Ad esempio, la decisione di permettere l’inserimento nel palinsesto delle scommesse sportive alcuni match della Lega Nazionale Dilettanti potrebbe avere come esito l’aumento dei match-fixing dato che i giocatori della LND non sono necessariamente professionisti e vengono pagati di conseguenza con pochi spiccioli.

In particolar modo i due tennisti toscani, Daniele Bracciali e Potito Storace, hanno ancora una volta dimostrato il pericolo del match-fixing: a fine novembre 2018, infatti, i due sono stati processati dal tribunale sportivo internazionale con l’accusa di aver falsato alcune partite del torneo ATP 500 di Barcellona, nel 2011. Già nel 2007 erano stati sanzionati per essere stati scoperti fare scommesse sportive per partite nei tornei Challenger; tuttavia la loro attività nel torneo di Barcellona del 2011 si è rivelata assai più grave: non solo falsificazione di partite ma anche reclutamento di altri atleti nel loro giro!

La condanna è arrivata dopo circa 11 mesi di indagini: squalifica a vita, interdizione a presenziare ai tornei e multa di 250mila euro per Bracciali; squalifica per 10 anni e multa di 100mila euro per Sporace.

I provvedimenti della Regione Toscana

La risposta della Regione Toscana ai problemi legati al gioco d’azzardo e alle scommesse sportive è arrivata nei mesi di marzo e aprile 2019, con l’approvazione di due provvedimenti:
• Istituzione di percorsi formativi obbligatori per i gestori e il personale dei centri scommesse o di apparecchi per il gioco d’azzardo. I percorsi saranno gestiti da medici e psicoterapeuti, con l’obiettivo di sensibilizzare in primis gli erogatori dei servizi circa i danni della propria attività;
• Approvazione della legge n.4 del 23/01/2018, per la lotta al fenomeno della dipendenza da gioco attraverso una più stretta regolamentazione delle case da gioco e dei centri scommessa e, soprattutto, una serie di incentivi per chi, invece, si organizza per la disposizione delle slot;
I provvedimenti prevedono risultati sensibili entro gli inizi del 2020, quindi non ci rimarrà che, per il momento, stare ad osservare.

Per inviare comunicati stampa, informazioni, tabellini e commenti delle gare, foto, richieste di preventivi sui servizi forniti o altro 346.6194740 (Whatsapp) o info@dilettantitoscana.it

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