Mister Montuori festeggia la vittoria e alza la coppa al cielo dopo una partita mai scontata e che non ha elemosinato emozioni. Finale in parte condizionata dallo spavento per il grave infortunio occorso a Sardini che per dieci lunghissimi minuti ha zittito lo stadio e ha fatto temere il peggio. Sardini infatti dopo uno scontro aereo con un avversario del Fornacette crolla a terra esanime. I compagni capiscono subito la gravità della situazione e chiedono a gran voce l’intervento dei sanitari. Sono momenti convulsi in cui i secondi sembrano durare anni, poi dagli spalti il dottor Anichini – che fa parte della delegazione provinciale di Pistoia – interviene coadiuvato dai sanitari. I ragazzi intanto assistono impotenti alle operazioni di soccorso con le mani tra i capelli. Poi un lungo applauso di sollievo saluta lo scampato pericolo e accompagna fuori il numero dieci giallo rosso. Sardini sarà poi trasportato all’ospedale Torregalli di Scandicci.
La gara è di marca Candeglia fatto salvo un tiro di Volpi al 5’ che insidia la porta di Bedin ma il tiro è troppo laterale e si risove in un niente di fatto. Magni risponde dopo due minuti con un tiro alto, ma il pallone pettina la rete sopra la testa di Lazzerini. Ancora Candeglia con l’inarrestabile Pallara, che con un’iniziativa personale attorno al 20’ del primo tempo affronta una sgroppata su tutta la fascia destra. Il numero undici fa fuori due avversari e arriva fino all’altezza del calcio d’angolo, ma il cross attraversa tutta l’area di rigore e la palla sfila indisturbata davanti a Lazzerini. Altra bella manovra inizia sulla sinistra con Maarouf che passa a Magni il quale mette in movimento Lombardi dalla parte opposta del campo. Lombardi mette in movimento Casarin, i tempi sembrano maturi, ma l’azione sfuma. Niente di fatto e gara ancora sullo 0-0. Il Fornacette sembra subire l’avversario non tanto sul piano psicologico quanto su quello della manovra di gioco. I ragazzi di Malasoma non ingranano. Intanto insiste il Candeglia con una buona triangolazione tra Chafiq, Pallara e Maarouf che fa tornare in movimento ancora il buon Pallara che scarica un destro ma Lazzerini si oppone in parata.
Al 24’ viene ammonito Precisi, sugli sviluppi della manovra Casarin però si infortuna ed è costretto a lasciare il campo. Montuori passa in corsa dal 4-4-2 al 4-4-1-1. Il secondo tempo si apre sullo 0-0 fino al 14’ quando Pallara realizza la rete dell’1-0. Dopo pochi minuti il Candeglia vicinissimo al raddoppio col solito Pallara. Poi l’infortunio occorso a Sardini ferma il cronometro e anche l’attenzione. Al 45’ finalmente il Fornacette trova la via del pareggio e Di Rita infila la porta di Bedin e apre le porte ai tempi supplementari.
Il Candeglia trova la strada della vittoria, ma i tempi supplementari non offrono grandi spunti, anzi. Il Fornacette infatti gode di un nuovo sprint grazie ai cambi di mister Malasoma che inserisce Sbranti accanto a Terreni e Pardossi. Per un tempo il Fornacette si fa vedere dalle parti di Bedin e Campus in un paio di occasioni impegna Lazzerini. Poi è tempo solo per i rigori che vanno avanti a oltranza. Singolare i tiri che vedono contrapposti i due portieri che bucano la rete all’avversario una volta a testa.
“Questo penso sia il regalo più bello che potessero dare a noi, ai tifosi e alla società – questo il commento a caldo di mister Montuori – ora bisogna fare bene in campionato. La mia testa è lì perché il salto di categoria ce lo dobbiamo meritare fino in fondo e ci sono prove dure da affrontare in queste ultime due giornate”. Come si può tornare in campo dopo un infortunio così grave, i ragazzi hanno dato prova di una buona maturità… “Sì, è stata dura – risponde – perché non c’è stato solo il grave episodio di Sardini ma anche Casarin ha avuto un infortunio serio al ginocchio. I due episodi hanno condizionato un po’ la partita, ma questi ragazzi sono tutti giovani per cui vengono fuori a volte le pecche di esperienza ma oggi hanno dimostrato molta forza di carattere e hanno portato a casa questa Coppa anche se nella lotteria dei rigori, perché vincere al decimo rigore vuol dire avere la mente fredda e per questo io devo dire loro soltanto grazie”.

Tiziana Alma Scalisi

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