Mattia Terenzoni il prossimo gennaio taglia il traguardo dei trent’anni, la maggior parte dei quali passati sui campi di calcio. Sono le concrete e sane credenziali di questo giocatore. Nel suo cartellino si leggono solo due parole, “serietà e professionalità”. Non è più capitano dei “dragoni” perchè in questi giorni ha deciso e scelto di lasciare i colori bicelesti dopo otto campionati con oltre 300 presenze per indossare la casacca giallo nero del Filvilla condividendo il progetto del club di Villafranca.
Il piccolo aspirante calciatore tira i primi palloni nell’asse Palleronese-Aullese. Il talentuoso giocatore lunigianese dopo la scuola calcio approda allo Spezia. Con gli aquilotti disputa quattro campionati, due nei giovanissimi, prima nei regionali e dopo nei nazionali, solita trafila anche negli allievi, per poi passare da Castelnuovo Garfagnana in Lucchesia nell’interessante e positiva stagione nel campionato Berretti.
Importante ritorno nel territorio di appartenenza il fosforoso Mattia sale di categoria vestendo i colori del Lunigiana nel torneo di Eccellenz. Dopo l’esperienza con gli azzurri, prima tappa del percorso calca la mitica bombonera dello stadio Bottero con la maglia della nuova squadra Città di Villafranca in Prima categoria. Restando sempre nel campionato di Prima indossa la settima maglia con i colori granata della Palleronese per approdare al Monti in seconda categoria nella stagione 2009/2010.
“Dopo otto anni – spiega visibilmente emozionato Ternzoni – lascio questa società dove sono cresciuto e soprattutto migliorato come persona e come calciatore, un doveroso ringraziamento speciale è diretto alla famiglia Carlotti. Al presidentissimo Cesare che è stato come un padre, all’inesauribile fratello Gianni e al figlio Rino che prima di dirigente è stato e rimane un grande amico. A tutti i dirigenti che in questi anni hanno sostenuto e aiutato e mi hanno fatto sentire a casa, saluto specifico a Stè, a tutti gli allenatori che ho avuto in questi lunghissimi otto anni, ognuno di loro mi hanno lasciato qualcosa sia calcisticamente e principalmente nel lato umano. Tengo a ricordare con indimenticabile affetto il primo allenatore nonché il mitico “Mancio” che mi ha portato al Monti. Infine a tutti i miei numerosi compagni “gruppo storico” e non, che in questi anni hanno sofferto e gioio con me, è stato un onore e un immenso privilegio essere il capitano di questa squadra. Ho accettato con motivato entusiasmo di fare ritorno a Villafranca sposando il progetto e successivo programma presentato dallo staff tecnico ed organizzativo villafranchese, mettendomi a completa disposizione per intraprendere una nuova avventura con le vespe”.

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