Il calcio in Toscana si è sempre distinto per essere lo sport più diffuso e più praticato. Nonostante la Fiorentina, la società più prestigiosa della regione, non sia mai riuscita a imporsi ad altissimi livelli negli ultimi decenni, sono stati invece tanti i tecnici nati e cresciuti in Toscana a fare la storia del calcio tricolore. Il primo fra tutti in epoca recente è stato senza dubbio Marcello Lippi, ex calciatore partito dalle giovanili della Sampdoria e poi arrivato a trionfare in special modo con la Juventus, squadra nella quale ha vissuto due cicli molto importanti, uno alla metà degli anni ’90 e il secondo all’inizio del nuovo millennio. L’allenatore nativo di Viareggio ha vinto praticamente tutto con la Vecchia Signora, compresa l’ultima Champions League della società bianconera (nel 1996), prima di scegliere di indossare l’azzurro della nazionale. Con l’Italia Lippi si sarebbe consacrato come uno dei migliori allenatori di sempre vincendo il mondiale di Germania 2006 dimostrando di essere un gran leader e un grande tattico.

Dieci anni dopo l’ultimo anno di Lippi un altro toscano si sarebbe imposto alla Juventus. Si tratta di Massimilano Allegri, che arrivato a Vinovo nell’estate del 2014 avrebbe dato vita a un ciclo di cinque vittorie consecutive in Serie A, torneo per il quale anche l’anno prossimo la Vecchia Signora sarà la grande favorita alla vittoria secondo le scommesse sul calcio di Planetwin365 disponibili online. Il livornese, il quale aveva fatto del suo meglio prima sulla panchina del Cagliari e poi su quella del Milan, era giunto all’Allianz Stadium per sostituire Antonio Conte. Nessuno in quel momento immaginò che il suo ciclo sarebbe stato pieno di vittorie, con un en plein di tutto rispetto in campionato, e che la Juventus avrebbe sfiorato in due occasioni la vittoria della Champions League arrivando a due finali in tre anni. Molto dotato dal punto di vista dell’organizzazione tattica, Allegri è riuscito a far rendere la Juve come nessun altro dal punto di vista della continuità, dando dimostrazione soprattutto di saper leggere benissimo le partite e di saper cambiare gli uomini giusti al momento giusto. Molto schietto e diretto a livello retorico, Allegri non si è mai distinto per essere un tecnico politicamente corretto, bensì è sempre stato fedele alle sue idee e ai suoi dogmi calcistici.

Al posto di Allegri è arrivato un anno fa un altro toscano: Maurizio Sarri, nato a Napoli ma cresciuto fin da piccolo a Figline Valdarno. L’ex allenatore del Napoli è riuscito a vincere l’ultimo Scudetto a fatica, solamente con un punto di vantaggio rispetto all’Inter di Conte, ma ha festeggiato con giubilo il suo primo titolo di campione d’Italia. Il tutto poco prima di venire eliminato dal Lione nel ritorno degli ottavi di finale di Champions e in seguito essere esonerato dalla società bianconera. Il percorso di Sarri in bianconero è stato più breve e meno di successo rispetto ai suoi due predecessori toscani, eppure anche lui ha aggiunto una medaglia da campione della Serie A alla regione toscana, un coacervo di grandi allenatori.

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